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Trattamento antimuffa: evita la ricomparsa di muffa sui muri

Il problema della muffa sulle pareti, purtroppo, è un fenomeno ricorrente in diversi ambienti. Questo perché spesso ci si limita a rimuoverla in modo superficiale senza procedere con un trattamento antimuffa specifico e adeguato al problema.

Esistono, infatti, trattamenti in grado di eliminare e prevenire la formazione di muffa sulle pareti. Il primo passo, però, è indagare e capire il motivo della sua comparsa.

Le conseguenze della muffa non si limitano a danni estetici, come per esempio il distacco dell’intonaco o l’indebolimento delle pareti, bensì rappresentano un rischio importante per la salute. Arieggiare con frequenza la stanza in cui è presente la parete con la muffa non è sufficiente per eliminare gli odori sgradevoli ed evitare reazioni allergiche alle spore della muffa stessa.

Cos’è la muffa?

La muffa è un organismo composto da un gran numero di spore che si moltiplicano in ambienti freddi e umidi, nutrendosi delle impurità presenti sulle pareti e dei derivati della cellulosa di cui sono composte le pitture murali.

Se si nota la ricomparsa di muffa su una parete pulita qualche giorno prima è proprio necessario rivolgersi a professionisti in grado di effettuare un vero e proprio trattamento antimuffa in modo che le spore microscopiche non si riproducano.

Come fare a risolvere il problema una volta per tutte? Come abbiamo già esposto in precedenza bisogna ricercare le cause della formazione della muffa: solitamente da ricondurre ad un’insufficiente ventilazione dell’ambiente e ad un eccessivo tasso di umidità; quest’ultimo spesso dovuto ad infiltrazioni d’acqua o alla condensa prodotta dai muri freddi. In questi casi gioca un ruolo importantissimo anche la prevenzione dell’ambiente, anche se non è sempre sufficiente.

Per evitare la ricomparsa della muffa sulle pareti è consigliato effettuare un ciclo di risanamento completo, utilizzando prodotti specifici per il trattamento antimuffa delle zone da risanare. Un ciclo di risanamento completo comprende tre fasi: pulizia delle muffe, igienizzazione della parete e applicazione della pittura.

Noti muffa sulle pareti della tua abitazione e vuoi risolvere il problema una volta per tutte? Contattaci!


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Isolamento termico: risparmia energia!

Gran parte dei consumi di un ufficio o di un’abitazione è legata al riscaldamento e al raffreddamento degli ambienti, necessari per mantenere il comfort termico della casa. Un adeguato isolamento termico dell’edificio può contenere questi consumi, con un notevole risparmio di energia e denaro.

L’isolamento termico serve a ridurre il flusso di calore che viene scambiato tra interno ed esterno. Nei mesi invernali, in questo modo, il calore non si disperderà verso l’esterno e di conseguenza nei mesi estivi non penetrerà verso l’interno.

È necessario isolare tutte le superfici a contatto con l’esterno, come per esempio pareti perimetrali interne o pareti esterne. Ci sono diversi materiali e tecniche a disposizione per questo scopo: la scelta viene effettuata da professionisti del settore sulla base della tipologia di edificio, della zona climatica e delle specifiche necessità di isolamento.

I vantaggi dell’isolamento termico

Aumentare l’isolamento termico del tuo ufficio ti farà risparmiare una percentuale considerevole sulle spese di riscaldamento e di condizionamento. Inoltre, questo intervento ti garantisce un ambiente confortevole durante tutto l’anno: minori sbalzi di temperatura e meno umidità. E non solo, spesso i materiali utilizzati aumentano anche l’isolamento acustico.

Per isolare termicamente un edificio occorrono isolanti termici, ossia materiali con un valore di conducibilità termica con un valore più vicino allo zero.

Gli isolanti si distinguono in:

  • Isolanti sintetici, più inquinanti;
  • Isolanti minerali, impermeabili, resistenti all’umidità e alle fiamme;
  • Isolanti vegetali.

Gli isolanti sintetici più utilizzati sono polistirene, poliuretano e polistirolo. Questi sono leggeri, resistenti e durevoli e vengono utilizzati sotto forma di pannelli, schiume o materassini. Un’ottima alternativa sono gli isolanti minerali, che sfruttano le proprietà della pietra pomice, della lana di vetro e della lana di roccia per ridurre la dispersione termica delle superfici. È possibile utilizzare infine anche materiali naturali come sughero o fibre di diversa natura, materiali leggeri e resistenti all’umidità.

Per scegliere il materiale isolante più giusto per la propria casa bisogna considerare la struttura dell’abitazione, il grado di isolamento e in che zona climatica ci si trova.

In presenza di un progetto adeguato, per interventi di questa tipologia è ancora possibile usufruire di bonus e agevolazioni fiscali come il bonus ristrutturazione che permette di ottenere una detrazione del 50% sulle spese sostenute, il Superbonus 90% o l’Ecobonus.

Hai bisogno di effettuare un’opera di coibentazione termica interna o esterna per il tuo ufficio o abitazione? Contattaci, definiremo le modalità più idonee al raggiungimento del miglior risultato.


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I colori di tendenza del 2023

L’inizio dell’anno è il momento perfetto per rinnovare gli interni della tua casa. Scopriamo insieme i colori di tendenza per questo nuovo 2023.

Verde, viola e tortora (in una palette con azzurro, cammello e grigio) sono i colori che maggiormente verranno riproposti nelle case nel nuovo anno, anche se l’assoluto protagonista sarà il colore 18-1750, ossia Viva Magenta, Pantone di quest’anno.

È sicuramente importante scegliere i colori giusti per l’ambiente domestico per creare un luogo accogliente e rilassante e per trasmettere diverse emozioni. In linea generale i colori caldi come giallo, arancione e rosso trasmettono sensazioni positive e stimolanti, al contrario i colori freddi trasmettono fiducia e rassicurazione.

Ma i colori di tendenza del 2023 per i tuoi interni saranno:

  1. Viva Magenta: una tonalità di rosso, vivo e brillante, radicato nella natura e scelto dal Pantone Color Institute proprio per questo. Essere naturale in un’epoca dove tutto è governato dalla tecnologia. Il colore discende dalla famiglia dei rossi e si ispira al rosso della cocciniglia, uno dei colori più forti e brillanti in assoluto. Viva Magenta sarà dominante in ogni settore industriale: dal tessile al design industriale, dall’interior design all’architettura. È perfetto per esprimere gioia potente e stimolante, è un colore che incoraggia alla sperimentazione e all’espressione di sé. Intenso e caldo può essere utilizzato in stanze della casa come la camera da letto o il salotto, regalerà un senso di benessere e relax all’ambiente.
  2. Tortora: questo è un colore che trasmette un senso di calore e di intimità perché è elegante e sta bene con tutto. Con le sue nuance che virano sul grigio, sul beige fino al crema, può essere un filo conduttore per un intero ambiente, dagli arredi alle pareti. La sua raffinatezza lo rende perfetto per l’ambiente della camera da letto. Naturalmente, per spezzare e dare varietà è possibile abbinarlo in particolare con il legno, perfetto nell’accostamento con il tortora.
  3. Viola: questo colore esprime personalità e romanticismo, ha quel tocco misterioso che lo rende carico di emozione. Consigliamo di utilizzarlo come elemento di spicco per attirare l’attenzione. Per far risaltare al meglio queste pennellate di viola il resto dell’ambiente dovrà essere neutro. Inoltre, con le sue infinite sfumature, dallo scuro fino al Rosa Magenta, è perfetto per decorazioni o per l’ingresso di casa, questi sono infatti colori che infondono calma e accoglienza.
  4. Verde: è il colore dei sognatori, della natura e della tranquillità. Può essere utilizzato come colore di una parete oppure di un dettaglio significativo. Estremamente di tendenza accostato a cromie simili, per creare un ambiente sobrio e raffinato.

La scelta del colore da utilizzare per le pareti interne della propria casa va fatta anche sulla base dell’ambiente in cui viene effettuato l’intervento applicativo. In stanze come cucina e bagno, soggette ad una maggiore umidità, può essere necessario utilizzare pitture antimuffa. Queste, per le loro caratteristiche, sono disponibili nel colore bianco o in tinte pastello. Tuttavia, rimane possibile seguire le tendenze cromatiche senza arrivare a tinte medie e forti.

Vuoi esprimerti attraverso il tuo ambiente domestico e rinnovare gli interni della tua casa? Contattaci per una consulenza, saremo felici di aiutarti.


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Pittura per il bagno: tipologie e vantaggi

Il bagno è senza dubbio la stanza della casa che necessita di maggior protezione e igiene e trattandosi di un ambiente particolarmente soggetto all’umidità va tinteggiato con una pittura che sia antimuffa, capace cioè di evitare l’insediamento di micro-organismi e resistente all’acqua. In questo articolo parleremo dei vantaggi e delle tipologie di pittura per il bagno.

L’alto tasso di umidità e i getti d’acqua diretti possono causare non pochi problemi. È importante dunque scegliere e utilizzare le giuste pitture per preservare l’aspetto e la salubrità dell’ambiente.

Al giorno d’oggi è sempre più pratico dipingere le pareti del bagno invece di utilizzare piastrelle. In commercio infatti esistono smalti e vernici con caratteristiche idonee per essere lavate e sanificate. Esistono prodotti idrorepellenti e nello stesso tempo fortemente traspiranti, anticondensa e antimuffa ideali per il tuo bagno.

La scarsa ventilazione, il ricambio d’aria poco frequente e l’elevato tasso di umidità a lungo andare possono portare il proliferare di muffe sui muri. La presenza di un sistema di isolamento termico a cappotto sull’edificio aiuta a prevenire questo problema, perché contribuisce a migliorare le prestazioni delle pareti e aumentare la temperatura superficiali interna, diminuendo il rischio di formazione di condensa. Se il cappotto non è presente è possibile comunque limitare questo fenomeno utilizzando una pittura traspirante con alta diffusività verso il vapore acqueo.

Quali sono i vantaggi della pittura per il bagno

Pitturare le pareti anziché ricorrere all’utilizzo di piastrelle garantisce un maggiore effetto estetico, inoltre, la posa delle piastrelle porta via uno spessore di circa 1,5 cm, centimetri che per chi ha un bagno piccolo possono fare la differenza.

L’importante è che le pitture siano idrorepellenti per non far passare l’acqua.

Tipologie di pitture per il bagno

Queste particolari pitture idrorepellenti sono composte da acqua, resine, pigmenti e additivi (antimuffa, fungicidi). In base alla percentuale di questi elementi le pitture murali vengono distinte in:

  1. Tempera: traspirante ma poco coprente, indicata per dipingere ambienti di uso occasionale e di servizio come ad esempio garage e cantine.
  2. Idropittura traspirante: consente alle pareti di permeare vapori e umidità ed è consigliato per questo per ambienti umidi e soggetti alla formazione di condensa come bagni e cucine.
  3. Idropittura lavabile: ricca di resine e pigmenti, garantisce buona copertura e resistenza allo sporco e allo sfregamento. È consigliata infatti per ambienti di passaggio o camere da letto.
  4. Smalto murale: ottima copertura e, una volta asciutto, forma un film dall’aspetto lucido, satinato o opaco. È lavabile, anche con detergenti e, dunque, è particolarmente indicato in ambienti dove è necessaria pulizia come asili, ambulatori medici, sale d’aspetto.

Hai bisogno di altri consigli per il tuo bagno? Non esitare a contattarci, noi professionisti di Anderlini Luciano siamo a disposizione.


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Lana di roccia e lana di vetro: quale scegliere?

Due dei materiali maggiormente utilizzati per isolare termicamente e acusticamente edifici e sottotetti sono: lana di roccia e lana di vetro.

I materiali isolanti termici o termocoibenti, in generale, sono dotati di valori di consuttività termica inferiore a 0,10 Kcal/ (m h °C). Le loro proprietà di isolamento termico derivano dalla porosità, ossia dalle dimensioni e dal numero di pori presenti nella loro massa. Questi materiali possono essere suddivisi in due categorie:

  1. Materiali isolanti a celle chiuse, con porosità caratterizzata da celle non comunicanti ad esempio polistirolo espanso, poliuretano espanso.
  2. Materiali isolanti a celle aperte dotati di celle comunicanti e sono di consistenza variabile a seconda dei trattamenti subiti. Questi a loro volta possono essere distinti in granulari e fibrosi come lana di vetro e lana di roccia.

Cos’è la lana di roccia

La lana di roccia è ottenuta da rocce di origine vulcanica, fuse a temperatura di circa 1600°C, ridotte quindi mediante filiere in fibre lunghe e sottili. Successivamente viene eseguito un trattamento a base di leganti organici in modo da trasformare le fibre in feltri e poi in pannelli rigidi.

Pro e contro: uno dei principali vantaggi di questo materiale è il suo utilizzo per soddisfare sia le esigenze di isolamento termico, sia quelle di isolamento acustico. I materassini e pannelli in lana di roccia sono molto indicati per l’isolamento a cappotto esterno o interno sia di nuove costruzioni che per le ristrutturazioni. Inoltre, circa il 70% è composto da materiale riciclato e dunque sostenibile.

Ma, durante la posa in opera, i materiali in lana di roccia (e fibrosi in generale) prodotti in forma di feltri possono causare irritazioni della pelle e prurito, vanno dunque maneggiati con cautela e con protezioni apposite come guanti da professionisti del settore.

Cos’è la lana di vetro

La lana di vetro è un silicato amorfo ottenuto dal vetro e viene utilizzata per realizzare materassini e pannelli di elevata coibenza termica e acustica. È costituita da una serie di fili continui disposti in modo casuale, con una leggera impregnazione a base di resine formo-fenoliche per legare le fibre tra loro.

Pro e contro: questo materiale è utilizzato frequentemente in edilizia in quanto ottimo isolante termico e acustico. Inoltre, è un ottimo materiale fonoassorbente e resiste bene al fuoco. Tuttavia, qualche anno fa la lana di vetro era considerata cancerogena e pericolosa, ad oggi si è scoperto non fosse così ma comunque per maneggiarla è sempre opportuno affidarsi ad esperti del mestiere dotati di adeguate protezioni.

Tra i due materiali non ci sono grosse differenze sia per quanto riguarda le prestazioni che per quanto riguarda le caratteristiche.

La scelta del più adatto dipende dalle esigenze e dal lavoro che va effettuato ed è sempre a discrezione dei professionisti che eseguono il lavoro.

Vuoi saperne di più? Contattaci. Noi dello staff di Anderlini Luciano Srl, siamo a disposizione per rispondere alle tue domande.


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Isolamento termico degli edifici: quale materiale scegliere

Quando si parla di isolamento termico di un edificio ci si riferisce principalmente a quei materiali edili che, inseriti all’interno della struttura, permettono di ridurre gli scambi di calore tra ambiente interno ed esterno, che si trovano a temperature differenti.

Esistono oggi moltissimi materiali isolanti con caratteristiche differenti, proprio per questo è necessario rivolgersi a professionisti in grado di scegliere quello che garantisce il miglior isolamento termico per la propria abitazione.

I cinque materiali più comuni sono:

  1. Fibra di cellulosa. L’isolamento termico attraverso la fibra di cellulosa è una delle forme di isolamento più ecologiche. La cellulosa viene prodotta da cartone riciclato, carta o legno ed è il miglior materiale da utilizzare per ridurre al minimo i danni da incendio grazie alla sua compattezza in quanto contiene un irrilevante quantità di ossigeno. Senza quest’ultimo si riducono al minimo le possibilità di propagazione dell’incendio.
  2. Fibra di vetro: in passato la forma più utilizzata. Questo tipo di fibra grazie al modo in cui è realizzata è in grado di ridurre al minimo il trasferimento di calore. Il suo principale svantaggio è la pericolosità nel maneggiarlo in quanto con il suo utilizzo si ha la formazione di polvere di vetro e piccoli frammenti.
  3. Lana di roccia: tipo di isolamento realizzato per il 97% da minerali diabase, basalto e dolomite. Non presenta additivi per renderla resistente al fuoco ma se utilizzata in combinazione con altre formule di isolamento più resistenti a questo può essere efficace per isolare grandi aree.
  4. Schiuma poliuretanica: ottima forma di isolamento termico. Al giorno d’oggi si utilizzano gas non-clorofluorocarburi (CFC) come agente espandente, riducendo così i danni causati allo strato di ozono. È, inoltre, un materiale resistente al fuoco.
  5. Polistirolo: termoplastica impermeabile che garantisce un buon isolamento termico e acustico. È disponibile in due tipologie: espanso (EPS) ed estruso (XEPS). Questo isolamento possiede un grande limite essendo infatti infiammabile, per questo necessita di essere rivestito di un prodotto chimico ignifugo chiamato esabromociclododecano (HBCD).

In sintesi: la cellulosa è resistente al fuoco, ecologica ed efficace ma difficile da applicare; la fibra di vetro è economica ma richiede un’attenta gestione nella posa; La lana di roccia è efficace ma possiede un basso valore di resistenza termica; Il poliuretano è un buon prodotto isolante anche se non particolarmente ecologico; Il polistirolo è un ottimo isolante ma non molto sicuro in quanto infiammabile.

Tuttavia, la scelta dei materiali isolanti non spetta al cliente o all’applicatore, bensì al termotecnico che in funzione dei requisiti di calcolo necessari definirà quello più adatto.

Desideri ricevere ulteriori informazioni? Contattaci subito. Noi della ditta Anderlini Luciano siamo sempre a disposizione.


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Pittura per cappotto esterno: quale scegliere?

Quali sono le qualità necessarie per la migliore resa tecnologica dei sistemi a cappotto esterno? A seconda delle caratteristiche del tipo di pittura e dei materiali che la compongono la risposta fisica e chimica dell’intero sistema può variare.

Scelta dei materiali: l’analisi dei materiali costituenti è importante per la resa del sistema di coibentazione a cappotto, nello specifico è la natura del supporto a definire spessori e tipologia di tinteggiatura.

Lo strato di finitura ha il compito di:

  • Garantire impermeabilità dell’acqua, presentare resistenza a tutti gli agenti atmosferici.
  • Prevenire ed evitare la formazione di alghe e muffe superficiali.
  • Conferire un aspetto estetico di impatto con caratteristiche di durabilità e resistenza meccanica.

Le qualità indispensabili di uno strato di finitura esterno sono, dunque, traspirabilità e impermeabilità. La prima consente lo smaltimento del vapore acqueo, evitando la formazione di umidità all’interno del sistema a cappotto. L’impermeabilità impedisce l’infiltrazione di acqua all’interno del sistema.

La scelta della pittura per esterni deve essere indirizzata alla selezione di miscele che siano dotate di entrambe le caratteristiche. Le tipologie di pitture esistenti si dividono in:

Finiture organiche

In questo gruppo rientrano le pitture acriliche, silossaniche e acrilsilossaniche. Le pitture acriliche sono dotate di alta impermeabilità e bassa traspirabilità, sono molto diffuse grazie all’elevata efficienza nell’applicazione dovuta alla velocità di asciugatura ma risultano inefficienti per sistema a cappotto esterno non essendo in grado di garantire una sufficiente traspirabilità.

Le finiture silossaniche presentano un’ottima idrorepellenza ed elevate caratteristiche di traspirabilità. Sono realizzate tramite emulsioni ariliche legate mediante resina silossanica capace di respingere l’acqua dalla superfice e dunque ottimali per i sistemi a cappotto.

Al contrario le finiture acrilsilossaniche, essendo composte da una percentuale di resine leganti inferiore al 40%, non presentano una buona traspirabilità influendo sull’efficienza del rivestimento in applicazione al sistema di cappotto esterno.

Finiture minerali

Queste sono a base di silicati o di calce. La prima è sicuramente la soluzione migliore per un sistema di coibentazione a cappotto esterno presentando entrambe le caratteristiche fondamentali per una corretta messa in opera.

Tecnologie ibride: LUCITE® SILICOTEC_

Una pittura per facciate in resina siliconica simile alla vernice alla calce per pellicole di rivestimento altamente repellenti a sporco e pioggia. Idonea su supporti minerali quali intonaci di malte del gruppo P1c, P2 e P3 secondo DIN 18550, murature in pietra arenaria calcarea e laterizio, pitture a base di calce, cemento e silicati, sistemi ETICI, vecchi rivestimenti in dispersione e intonaci a base di resine sintetiche all'esterno. Combina i vantaggi dei rivestimenti in acrilato puro e delle vernici in resina siliconica.

Oltre alla tipologia di finitura da utilizzare risulta fondamentale la scelta del colore. Questa, oltre a rappresentare un valore estetico e morfologico, definisce la capacità di riflessione solare che incide sulla superficie dell’edificio. In base alle tonalità del colore l’indice di riflessione cambia, da un minimo di zero, per superfici nere, a un massimo di 100, per superfici bianche. Per evitare un surriscaldamento eccessivo del sistema a capotto è necessario utilizzare colorazioni che presentino un indice di riflessione maggiore di 20, seguendo le disposizioni della UNi/TR 11715:2018, limitando l’assorbimento del calore e dilatazione termiche conseguenti negli strati funzionali interni.

La cosa migliore da fare per valutare la soluzione adatta per la propria abitazione è contattare professionisti del settore. Contatta la ditta Anderlini Luciano per una consulenza, saremo felici di aiutarti!


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Come scegliere il colore esterno della casa più adatto

Scegliere la tipologia di pittura per esterni più adatta alle caratteristiche dell’edificio è sicuramente importante ma non va sottovalutata anche la scelta del colore esterno della casa che rappresenterà il nostro ambiente.

Il colore esterno è l’”abito” della nostra casa ed è fondamentale per la scelta conoscere le caratteristiche tecniche delle varie pitture per esterni, come:

  • Resistenza agli agenti atmosferici, come pioggia o vento
  • Resistenza ad usura, inquinamento
  • Capacità di respingere i raggi solari.

Non solo, è molto importante conoscere i criteri da seguire nella scelta dei colori più adatti alle pareti esterne della nostra abitazione. Questi vanno scelti nel rispetto del Piano del Colore fornito dal Comune di residenza.

In alcuni casi specifici non è, infatti, possibile scegliere liberamente la tinta esterna della casa. Questo accade quando l’abitazione è inserita all’interno di un tessuto urbano specifico (come per esempio il centro storico) sottoposto a vincoli architettonici, come:

  • Conservazione e tutela del patrimonio edilizio;
  • Valorizzazione degli scenari fisici della città;
  • Controllo del corretto svolgimento delle operazioni di coloritura, pittura e restauro delle facciate;

Consigliamo, prima di procedere con una tinteggiatura esterna ex novo o al risanamento dell’intonaco deteriorato, di scegliere nel rispetto dell’identità dell’edificio e del contesto urbano di riferimento, consultando l’apposito Piano del Colore del proprio comune di residenza.

Scegliere il giusto abbinamento del colore esterno della casa

Chi, al contrario, abita in un luogo non soggetto a particolari restrizioni avrà la possibilità di scegliere la tinteggiatura esterna più adatta alla propria casa. Come?

  • Valutando il paesaggio circostante: scegliere infatti una tonalità in accordo con i colori del contesto può aiutare a creare un’immagine armonica dello spazio.
  • Valutando la dimensione e l’esposizione della casa: le tinte chiare vengono utilizzate per aumentare la luminosità esterna di case con una bassa esposizione al sole, le tonalità scure enfatizzano e rendono moderno l’edificio.

Oltre a queste due condizioni è necessario valutare le esigenze tecniche date dalla tipologia di pareti esterne: certe tinte forti come, per esempio, il rosso e il nero non possono essere utilizzate nel caso in cui gli intonaci siano stati realizzati con sistemi deumidificanti (come le pitture ai silicati). Questo perché queste tonalità non possono essere create con pitture molto traspiranti.

Inoltre, per quanto riguarda le pareti con cappotto, dove l’indice di assorbimento del calore deve essere basso, è necessario valutare il colore da utilizzare rispettando le specifiche dei dati tecnici forniti dall’azienda produttrice del cappotto stesso.

Proprio per questo risulta fondamentale rivolgersi a professionisti del settore per la scelta dei colori più adatti alle pareti esterne della propria abitazione.

In linea generale consigliamo colori chiari se si vuole dare luminosità o aumentare visivamente lo spazio. Molto frequenti sono giallo tenue e rosa antico soprattutto per villette e case di campagna, nelle quali donano eleganza e raffinatezza. Oppure colori pastello e colori neutri per giocare con i contrasti con porte e finestre.

Colori scuri come rosso, bordeaux, verde o grigio scuro vengono utilizzati per donare un carattere deciso alla casa.

Tonalità come tortora, grigio e nero invece sono simbolo di modernità. Marrone, bronzo o giallo ocra domano una sensazione di accoglienza e calore.

Hai bisogno di ridipingere le pareti esterne del tuo edificio. Contatta i professionisti dello staff Anderlini Luciano. Ti aiuteremo a scegliere la tonalità migliore per la tua casa.


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Finiture dell’intonaco: quale scegliere?

L’intonaco è lo strato di finitura storicamente più usato per le pareti esterne e interne e per i soffitti, la sua funzione è quella di proteggere nonché abbellire gli strati interni. Può avere spessori variabili e finiture superficiali differenti a seconda che sia posizionato all’interno o all’esterno degli edifici. Come abbiamo visto in questo articolo esistono diversi tipi di intonaco in base alla funzione che assolvono; nello stesso modo esistono diverse finiture dell’intonaco.

L’intonaco è lo strato superficiale delle murature e ha la funzione principale di rendere regolari le superfici murarie e di costituire una protezione dagli agenti atmosferici. Le sue caratteristiche fondamentali sono:

  • Una buona aderenza e compatibilità con il supporto;
  • Impermeabilità, coibenza termica e acustica, resistenza meccanica;
  • Traspirabilità;
  • Planarità delle superfici;

La formazione dell’intonaco avviene attraverso la stesura di due strati: rinzaffo e finitura.

Quest’ultimo ha uno spessore massimo di 0,5 cm e può essere realizzato con varie tecniche e con malte di diversa composizione impiegando sabbie più fini o addirittura senza sabbie. Eccone alcune.

Finiture superficiali per interni

Nella nostra zona le finiture per interni più utilizzate sono:

  • Finitura a scagliola: realizzata attraverso un impasto di scagliola e acqua (senza sabbia), l’intonaco viene steso attraverso la taloccia (un apposito attrezzo del mestiere), con un movimento dal basso verso l’alto e infine lisciato con una cazzuola metallica per ottenere una superfice perfettamente liscia.
  • Finitura lisciata a frattazzo o a frattazzino (o civile): in cui la malta dello strato di finitura viene applicata con cazzuola e lisciata con passate successive di frattazzo mossi con andamento circolare sulla superfice inumidita. Si arriva ad una superfice grezza (frattazzo) o liscia (frattazzino).

Finiture superficiali per esterni

Per quanto riguarda gli esterni i metodi maggiormente utilizzati sono:

  • Finitura civile;
  • Tonachino per esterni in caso di pareti con cappotto;

La ditta Anderlini Luciano è specializzata in questo tipo di interventi. La scelta della finitura delle facciate delle tue pareti, infatti, richiede la valutazione di numerosi fattori a cura di professionisti del settore.

Hai delle pareti da intonacare? Contattaci per una consulenza, saremo felici di aiutarti!


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Cappotto termico interno: vantaggi e svantaggi

Il cappotto termico interno è uno strato di isolamento termico, solitamente a pannelli, che viene applicato all’interno degli ambienti sulle superfici maggiormente disperdenti per ridurre le dispersioni e migliorare l’isolamento termico.

Questo viene incollato direttamente sulla superficie interna delle pareti a cui viene poi applicata una lastra di cartongesso. Il cappotto termico interno è un ottimo sistema per isolare termicamente gli ambienti migliorando di conseguenza anche l’efficienza energetica. Possiamo definirlo come un “fratello minore” del cappotto esterno.

Vantaggi e svantaggi del cappotto termico interno

Questo sistema si rivela più pratico e meno costoso, può essere utilizzato tutte quelle volte in cui non è possibile applicare il cappotto esterno (per esempio per rispettare le distanze da confini e tra fabbricati) o nel caso in cui chi vive in un appartamento all’interno di un condominio non riesce ad ottenere un accordo con gli altri condomini.

Inoltre, solitamente il cappotto termico interno viene utilizzato nelle piccole e medie ristrutturazioni o quando è necessario intervenire in un edificio storico in cui non è possibile lavorare sulle facciate esterne.

Lo spessore di questo tipo di cappotto varia in funzione del materiale utilizzato e dei risultati che si punta ad ottenere. Più si ha la necessità di isolare l'ambiente e maggiore sarà lo spessore richiesto. Normalmente per rivestire le pareti interne si va da uno spessore di 3 cm fino ad arrivare a 5-6 cm. Questo strato di isolamento termico viene applicato sulle superfici a contatto con l’esterno o con ambienti non riscaldati.

Abbiamo finora visto i vantaggi di questa tecnica, infatti, migliora l’efficienza energetica nei casi in cui non è possibile applicare un isolamento a cappotto esterno. Tra gli svantaggi troviamo sicuramente il fatto che questo tipo di isolamento termico a cappotto non elimina i ponti termici, riducendo drasticamente l’efficienza energetica rispetto alla soluzione esterna. Inoltre riduce la superfice utile e questo potrebbe rappresentare un problema per gli appartamenti pubblici in cui si ha già poco spazio a disposizione.

La cosa migliore da fare per valutare la soluzione adatta per la propria abitazione è contattare professionisti del settore. Contatta la ditta Anderlini Luciano per una consulenza, saremo felici di aiutarti!